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Una stagione che non si cancella

Beh, visto che il sonno sembra non voler in nessun caso arrivare, tanto vale che io mi metta a scrivere.

All’incirca un’ora fa (da quando inizio a scrivere) abbiamo perso 4-0 il ritorno degli ottavi di Champions, un risultato che non facevamo da sei anni, esattamente da quella tremenda notte a La Coruna. Stasera doppietta di Rooney, Park, Fletcher, con l’ultimo gol che non ho neanche visto, dato che ero sintonizzato sul Real in disperata rimonta.

Potremmo stare qui ore a parlare e riparlare di tutti gli errori tecnico-tattici-psicologici del Milan di stasera, dall’atteggiamento molle, passando per Huntelaar in attacco fino ad arrivare ai cambi cervellotici dell’intervallo; ma non è questo il punto.

Potremmo anche parlare delle defezioni dell’ultimo giorno, con Nesta, Pato e Antonini in tribuna, con i senatori Gattuso, Seedorf ed Inzaghi in panchina, con Berlusconi a raccattar leggine interpretative a Roma invece che a seguire la squadra; ma non è questo il punto.

Potremmo anche riparlare della gara dell’andata, quando giocando una gara ad alti livelli per larghi tratti abbiamo preso comunque tre gol da un Man U normale; ma non è questo il punto.

Il punto è che è troppo facile criticare adesso il Milan, dando addosso a Leonardo, alla dirigenza, alla squadra, ad un qualsivoglia passante con addosso il rosso ed il nero, dimenticando da dove siamo partiti e quali erano le prospettive ad inizio anno, che recitavano all’incirca così:

- Ancelotti al Chelsea e panchina affidata ad un dirigente (neanche troppo di campo) che non ha allenato neanche un minuto di calcio in vita sua;

- uno dei tre migliori giocatori del mondo portato in braccio a Madrid (dove è uscito pure lui tra i fischi e verrà crocifisso dagli spagnoli: Ricky, ti sono vicino) e venduto ‘per salvare il bilancio’;

- l’addio del più grande giocatore della storia rossonera e capitano non solo del Milan, ma del calcio mondiale (trattato tra l’altro in modo vergognoso);

- acquisto solitario di un doppione di Borriello pagato 15 milioni di euro, oltre ad altre strepitose quanto ridicole querelle in sede di mercato (i denti di Cissokho, le paturnie su Dzeko, le banane di Hernanes, i due spicci per Luis Fabiano, Pirlo quasi svenduto per risparmiare, Gourcuff venduto e basta, OGUCHI ONYEWU);

- difesa tutta da inventare tra quattro portieri senza gerarchia, un Nesta con un punto di domanda grosso così sopra la testa, un debuttante brasiliano di belle speranze, un paio di ‘giovani’ terzini ed una quantità improponibile di vecchi giocatori finiti o quasi sempre infortunati;

- un Ronaldinho che più incognita non si può;

- una rosa mediamente vecchia, appagata e logora;

- tifosi in rivolta dopo un’estate traumatica;

- un presidente inesistente, che quando si fa sentire riesce addirittura a peggiorare la situazione parlando esclusivamente a sproposito e/o senza cognizione di causa;

- un avvio di campionato orrendo, con la ciliegiona sulla torta di uno 0-4 nel Derby.

Ecco, da questa situazione ai limiti della comprensione umana, quante chance avreste dato al Milan di essere a quattro punti dall’Inter e agli ottavi di Champions League alle idi di Marzo?

Parliamoci chiaro: questi ragazzi, questo tecnico debuttante e questo ambiente sono andati e stanno andando ampiamente al di là delle loro possibilità, in una stagione in cui Antonini ed Abate si sono trasformati da signori Nessuno a due terzini accettabili per la Serie A; in cui Ronaldinho ha dato 15 gioielli trasformati in gol ed ha trascinato la squadra; in cui Pato ha segnato 12 gol in 20 presenze in Serie A e la doppietta a Madrid; in cui Borriello e Bonera rischiano seriamente di andare ai Mondiali (e Dio solo sa perché non ci va Ambrosini, capitano indiscutibile); in cui tutta Italia sta sperando che Nesta dica ‘sì’ a Lippi; in cui siamo andati a vincere 2-3 al Bernabeu (unici finora in tutta la stagione).

Abbiamo fatto cose straordinarie sotto tutti i punti di vista ed arrivare stasera a dire che la squadra fa schifo, che è tutto da rifare per l’anno prossimo, che si è persa la dignità ed il senso di appartenenza, che Leonardo è un’idiota, che bla bla bla…

Tutte queste cose lasciano un po’ il tempo che trovano per chi ha seguito davvero la squadra in questo lunghissimo percorso di quest’annata a suo modo storica.

Per quanto riguarda questo blog, c’è solo da dire un GRAZIE enorme alla squadra e a Leonardo – Tassotti per quanto ci stanno dando e non sarà un’eliminazione contro una squadra più forte a cambiare le cose.

State facendo un miracolo e questo non si cancella.

GRAZIE RAGAZZI.

Comments (1)

 

  1. Nuwanda scrive:

    Finalmente un pezzo che posso capire anche io…non che gli altri siano incomprensibili ma va da sè che laddove non parli tecnicamente di calcio possono leggere con cognizione di causa anche chi come me nulla sa di calcio! Due cose voglio dirti: la prima è che scrivi di sport in una maniera che appassiona anche chi non è pratico in materia, quindi complimenti; la seconda è che quello che hai scritto per questo Milan uscito dalla Champions è una cosa che ho sempre pensato, non ho mai capito come si possa sparare a zero su tutti quando si perde e passare sopra ogni cazzata quando si vince E’ troppo bello sentire invece uscire dalle tue parole la passione di chi in ogni caso, e a maggior ragione quando è dura, resta un cuore rossonero. Un bacio!!!

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