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Cronache del Diavolo: Una bomba atomica su San Siro

Gli appunti sui miei fogli recitano, come ultima istanza: « Inzaghi fa più dribbling in venti minuti che in tutto il resto della sua carriera, ma niente tiri in porta. Che cazzo di partita è?».

Da questo laconico commento in poi i fogli sono stati gettati da qualche parte alla rinfusa e gli ultimi minuti sono stati vissuti in apnea, tra il possesso palla del Chievo, l’uscita zoppicante di Beckham e l’opportunità di andare a -1 dall’Inter che si allontanava…

Poi, tutto d’un tratto, il DELIRIO: Seedorf prende palla, se l’allunga e quasi la perde, arriva in area e non calcia semplicemente un pallone, come ad occhi non allenati sembrerebbe, ma sgancia nientemeno che una bomba atomica sotto l’incrocio in diagonale. Da quel preciso istante in poi i ricordi sono sia offuscati che chiarissimamente stampati nella mia testa: un boato tremendo, come se fosse esploso lo stadio, e le gambe che improvvisamente cedono, lasciandomi andare sul sedile con le braccia alzate, dopo aver gridato come e più del buon Tiziano Crudeli, che si scatena in tribuna stampa.

Le considerazioni tecnico-tattiche in quel momento stanno veramente a zero, tutto diventa inesplicabilmente bello a prescindere e non capisci come ci sia ancora gente ostinatamente contraria ad un gioco che regala emozioni del genere (questo è un preciso riferimento al mio migliore amico).

Per questa edizione delle Cronache del Diavolo non mi lancerò nel solito riepilogo della partita, per due ragioni fondamentali:

a)      sarebbe un lunghissimo ripetersi di ‘tiro di X, fuori’, oppure di ‘Yepes ferma tutto’, o ancora di ‘Chievo vicino al gol’, quindi niente di particolarmente emozionante;

b)      l’ora inizia ad essere tarda e domani mi aspetta una lunga giornata di università =).

Vi basti sapere che il primo tempo è stato una gazzara a metà campo, in cui il Chievo ha giocato la partita che Di Carlo aveva impostato senza sbagliare niente ed anzi, andando prima vicina al gol con una traversa di Mantovani (episodio in cui si infortunia Abate, tra l’altro) e poi segnandolo con Yepes in sganciamento offensivo, ma vedendoselo annullare per fuorigioco inesistente (che però dalla tribuna sembrava nettissimo).

L’impressione è che il Chievo sia venuto a San Siro con l’intenzione di strappare solamente un punto più di prestigio che di classifica, ed infatti nel secondo tempo si piazza con un 4-1-4-1 con l’unica intenzione di ripartire con Pellissier. Dopo un’improvvisa sfuriata del Milan tra il 10’ ed il 15’, in cui Dinho colpisce un palo clamoroso, i clivensi tengono tutto sommato tranquillamente il risultato inchiodato sullo 0-0, in particolare grazie alla strepitosa prestazione di Mario Yepes al centro della difesa.

Vorresti arrivare a dire che il Chievo ha il demerito di abbassarsi troppo e lasciare l’iniziativa al Milan, ma questo in realtà non accade: anche con l’ingresso di Inzaghi e Seedorf il centrocampo dei gialloblu tiene costantemente il pallone, rendendo difficilissima la riconquista da parte dei poveri Ambrosini e Beckham, ed arrivando anche al tiro con dei pericolosi cambi di gioco.

Poi il tallone d’Achille di Becks fa crack ed il Milan rimane in dieci, ma per qualche strana ragione che non ho altro modo di definire come ‘destino’ (o ‘culo’, dipende dai punti di vista), Clarence azzecca il primo tiro dell’anno e lo trasforma in tre punti dal peso specifico incalcolabile. I restanti minuti sono di apprensione per gli attacchi del Chievo e di esaltazione per il solito lavoro sporco di Inzaghi, che quando c’è da tener su palla fa ancora la sua porca figura. Poi è solo il delirio e la classifica del tabellone che recita: Inter 59, Milan 58.

Pagelle

Milan


Abbiati 6: quasi mai impegnato, i palloni che potrebbero sorpassarlo vengono prima fermati dalla traversa, poi dal guardialinee.

Abate 6: ha molto spazio per spingere ma non viene quasi mai chiamato in causa, per il resto si fa sovrastare da Mantovani e si fa anche male nell’occasione.

- Oddo 5.5: in coppia con il compare Zambrotta, torna prepotentemente ad occupare la fascia ed altrettanto prepotentemente ricominciano i patemi dei tifosi del Milan. Per la verità mette dentro anche dei cross incredibilmente interessanti, ma quando tocca il pallone sudi freddo.

Thiago Silva 6.5: sbriglia la pratica con tranquillità, copre le falle di Favalli quando c’è bisogno della sua velocità. È in diffida, quindi una sua ammonizione potrebbe mandarci in crisi per una delle prossime dieci partite (ce la vedete la coppia Favalli-Kaladze?).

Favalli 5.5: lascia in gioco Yepes sul gol ma viene graziato, ogni tanto tenta dei lanci che non sono decisamente il suo forte. Ma è il nostro centrale titolare fino a quando non rientra Bonera, quindi avanti con forza e coraggio (ed anche un po’ di flebo).

Zambrotta 5: quasi tre mesi lontano dal campo e bisogna ammettere che non ci è mancato proprio per niente.

Gattuso 4.5: in una partita del genere, in cui si combatte su ogni pallone, te lo aspetteresti a guidare i compagni con il coltello tra i denti. Invece viene preso in mezzo regolarmente dai suoi avversari e non recupera neanche un pallone.

- Inzaghi 7: ha l’enorme merito di dare la scossa con il suo ingresso in campo, azzecca quasi tutti i dribbling che tenta ed è letteralmente indiavolato. Anima e cuore adesso che torna la Primavera.

Pirlo 5.5: sbaglia molto e con gusto, non riesce a trovare la posizione dove far male, giustamente sostituito.

- Seedorf n.g.: il suo gol è talmente importante che dargli un voto è riduttivo. Basti solo dire che ho tremato fino a quando sono tornato alla macchina per quello che ha provocato.

Ambrosini 6.5: lotta come al solito, ma non gli si può chiedere di essere anche il nostro giocatore più pericoloso in fase d’attacco. L’unico che riesca a tenere il ritmo dei centrocampisti del Chievo.

Beckham 6.5: partita di tocchi raffinati e grande sacrificio in fase di pressing, purtroppo però sarà (probabilmente) la sua ultima in rossonero. Il rammarico è tantissimo perché ha lasciato veramente un bellissimo segno nei suoi due passaggi, il destino è veramente crudele a togliergli la possibilità di giocarsi il Mondiale. Best wishes and come Beck next year.

Borriello 5: quando entra Inzaghi capisci la differenza di reattività e voglia che c’è tra i due. Abulico, spesso addormentato, rimbalza sul muro-Yepes e, capendo che non è serata, tenta di giocare su Mandelli, senza grossi risultati.

Ronaldinho 6: viene costantemente raddoppiato e triplicato dall’ottimo piano tattico di Di Carlo, ma riesce a prendere un palo e rendersi pericoloso in qualche occasione. Però è decisamente committed alla causa rossonera, e questo vale più di quanto si creda.

Leonardo 7: della stagione abbiamo già parlato nel post precedente, questa sera azzecca i due cambi che vincono la partita, specialmente nei tempi: mettere Seedorf prima, per quanto l’olandese si definisca «nato pronto», avrebbe potuto sbilanciare troppo la squadra nei minuti prima del forcing finale. Bravo.

Chievo

Sorrentino 6: si distingue per una bella uscita su Beckham, non può assolutamente nulla sul bolide di Seedorf.

Sardo 5.5: viene spesso aiutato da Luciano e per questo non soffre Ronaldinho in uno contro uno, ma lo lascia andare al tiro due volte e solo il palo l’ha salvato.

Mandelli 6: fa il suo senza sporcare il foglio, sostituito per un problema fisico verso la fine.

Yepes 8: giganteggia su tutto quello che gli passa nelle vicinanze e, per noia, trova anche il tempo di insaccare l’1-0 poi annullato. Lo ripeto, è svincolato a fine anno, possibile che nessuno lo ritenga all’altezza di fare il terzo/quarto centrale in una grande?

Mantovani 6.5: non gli vanno mai sul fondo e prende anche una traversa, cosa volere di più?

Luciano 7: raddoppia su tutti, fa ripartire l’azione, va anche al tiro, ma soprattutto è fastidiosissimo da trovarselo contro: in pratica un’ottima partita.

Rigoni 6.5: gran senso tattico ed ordine, è sempre il primo ad arrivare in aiuto e non perde un contrasto.

Marcolini 6: ha un bel sinistro ma lo aziona poco, gioca spesso largo per bloccare le ripartenze del Milan e va bene in pressing sui portatori di palla avversari.

Pinzi 6.5: gioca in una posizione ibrida, a metà tra il trequartista ed il centrocampista centrale, ma conosce a memoria i tempi della squadra ed entra nelle due azioni più pericolose del Chievo.

De Paula 5: punge poco e male, spesso non si accorge di un possibile passaggio smarcante sui movimenti di Pellissier. Finisce per giocare esterno sinistro, viene sostituito da Ariatti.

Pellissier 6: porta un’ottimo pressing sui difensori rossoneri e gioca una partita di sacrificio, senza avere clamorose palle gol.

Di Carlo 7: mette in campo un’ottimo Chievo per 90’, la salvezza è molto vicina ed è ampiamente meritata anche quest’anno. In pochi hanno messo così tanto in difficoltà il Milan sui 180’.

Mentre camminavo verso lo stadio, prima della partita, pensavo che non avevo mai visto allo stadio un gol decisivo al 90’, di quelli che fanno saltare per aria lo stadio. Beh, devo dire che sono stato accontentato coi controfiocchi, e che questa stagione ha qualcosa di speciale che non riesco ad esprimere.

Ho come l’impressione che tutto sia come dentro ad un film.

Speriamo che ci sia anche un finale «di quelli che solo la cellulosa sanno regalare» (V).

Ps. Spero che tu abbia spento il televisore anche stavolta, stronzo!

http://www.corriere.it/cronache/10_marzo_15/reddito-berlusconi-ricco_7dc3af04-3013-11df-9bdf-00144f02aabe.shtml

Ricardo Kakà anyone?

Comments (4)

 

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