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Cronache del Diavolo: Milan – Atalanta

Il calcio sa essere un gioco meraviglioso ed anche quando sembra che la stagione stia andando a rotoli sa rimettere tutto in gioco.

Ci eravamo lasciati dopo Milan – Manchester con una squadra quasi fuori dalla Champions (e fin lì, purtroppo, ci siamo ancora), ma soprattutto a -9 dall’Inter in campionato. Una settimana e mezza dopo siamo pienamente in corsa per il campionato, dopo aver vinto in trasferta a Bari e a Firenze, sei punti che significano un -4 semplicemente impensabile.

Oggi purtroppo non siamo riusciti a recuperare altri punti visto il successo dei Mourinhos ad Udine, e con la trasferta a Roma di sabato sarà difficile mantenere il passo, però ragazzi, se mi avessero detto ad inizio anno che sarei arrivato a Marzo a -4 perdendo entrambi i Derby… Firma immediata.

Nelle formazioni iniziali spicca il ritorno in difesa di Jankulovski a sinistra (non lo si vedeva dal Derby d’andata), con Bonera spostato a destra e Beckham a centrocampo al posto di Gattuso. Nell’Atalanta, invece, Bianco al centro con Manfredini e De Ascentis al posto dello squalificato Guarente, con Doni a supporto di Tiribocchi. Per il resto, tutto confermato.

PRIMO TEMPO


Con le notizie arrivanti da Udine il Milan passa i primi minuti della partita un po’ a zonzo, interessato più al tabellone che a quello che succede in campo, e l’Atalanta è brava a costruire un paio di azioni che portano al tiro Valdes e Doni. Con il passare dei minuti ci pensano Nesta (sempre ottimo in anticipo su Tiribocchi) e Pirlo (ammonito) a svegliare un po’ i ragazzi, che al 23’ vanno vicino al gol con una rovesciata in area di Ronaldinho, che però la colpisce fin troppo bene per segnare, trovando solo Consigli.

Ma ormai il Milan ha preso le misure ai movimenti ‘ad elastico’ di Doni e l’Atalanta non punge più, anzi, rischia parecchio quando Borriello viene mandato al tiro da Pato, con il napoletano che non fa altro che sciabattare fuori da ottima posizione. Al 30’ il vantaggio: lancio lungo di Beckham per Ronaldinho, che stoppa, converge e serve l’accorrente Ambrosini con un tacco sublime (la migliore giocata della partita), il capitano crossa per Pato che si coordina e schiaccia un pallone infido che si insacca dopo aver baciato il palo. 1-0, questo purtroppo non finirà nelle statistiche, ma che tacco di Dinho…

Come spesso succede, dopo aver fatto una cosa giusta Pato ne inanella una serie che fanno splendere il suo talento, come un lancio rasoterra a tagliare il campo per Ronaldinho, ma fa ancora meglio quando al 41’, sul filo del fuorigioco, raccoglie un cross (ancora) di Dinho, salta Consigli e insacca, con molta fortuna, dopo il recupero miracoloso di Manfredini. 2-0 e partita quasi chiusa dopo un primo tempo giocato al piccolo trotto, senza sforzarsi molto.

SECONDO TEMPO


Con il risultato di Udine che sembra ormai in ghiaccio, si riesce a cominciare il secondo tempo in maniera un po’ meno spensierata del primo. Infatti, al 6’, Borriello libero in area non riesce a mettere in porta un cross (altino) di Pirlo, ma la frittata vera avviene dopo cinque minuti. Valdes si beve l’intera metà campo rossonera con un misto di bravura, velocità, caparbietà ed un tocco di sanissimo culo, arrivando solo davanti ad Abbiati e trafiggendolo con un destro all’incrocio. 2-1.

La partita rischia seriamente di cambiare di copione, con un tranquillo pomeriggio che poteva trasformarsi in un casino tremendo, ma dopo 5’ ci pensa Bonera a procurarsi il rigore decisivo: uno-due con Pato al limite dell’area, steso in stereofonia da Manfredini e Bellini con anche un pizzico di accento alla caduta che non fa mai male. Sul dischetto Ronaldinho, per la terza volta quest’anno, sbaglia calciando debolmente (quando non la incrocia tira quasi sempre piano), ma è bravissimo Borriello a ribattere in rete di rabbia e potenza, come suo solito.

Al 23’ è Consigli a diventare ancora più protagonista salvando su Thiago Silva da pochi passi, dopo che sugli sviluppi di un calcio d’angolo aveva colpito di testa Ronaldinho (è inspiegabile come riesca a prenderle tutte lui). La girandola dei cambi porta sul terreno di gioco Gattuso, Huntelaar, Volpi e Chevanton, con quest’ultimo che impegna Abbiati con una punizione tagliata al 32’.

L’unico che non avrei voluto vedere in campo è, però, Abate: non tanto per demeriti suoi (anzi!), quanto per il fatto che su un contropiede si accascia a terra Pato, con la classica dinamica di un infortunio (serio) al muscolo. Il mio coscritto lascia il campo in barella e con le mani sul volto, anche se una volta fuori riesce a camminare verso gli spogliatoi tra gli applausi di tutto lo stadio. Da valutare con molta calma questo problema, anche perché da quando è tornato lui stiamo volando (5 gol in quattro partite e quattro vittorie).

Negli ultimi minuti ci sono solo da segnalare un paio di tiri fuori di Huntelaar e Doni, una grande progressione di Abate sulla destra che svernicia Bellini ed una grande cazzata di Gattuso, che trova il tempo di farsi ammonire per un’entrata a metà campo e salterà la trasferta di Roma. Non so se sia un bene o un male, questo lo lascio giudicare a voi…

La partita finisce in relativa tranquillità e c’è anche il tempo di gioire per il gol di Hamsik, che ci dà tre punti di vantaggio sulla Roma prima dello scontro diretto di settimana prossima, da cui uscirà il nome della rivale dell’Inter per lo scudetto.

PAGELLE

Milan

Abbiati 6: poco impegnato, svolge le pratiche con sicurezza. Non sempre c’è bisogno che faccia miracoli come a Bari e Firenze, per fortuna!

Bonera 6,5: altra partita di sostanza di Daniele, che perde il contrasto decisivo con Valdes in occasione del gol, ma va anche a procurarsi il rigore con un’ottima incursione.

Nesta 7: nei primi minuti controlla da solo l’intera Atalanta, poi può anche tornare a riposarsi. Quanta classe in un solo uomo.

Thiago Silva 6: con Nesta a difendere per tutti, è quasi più occupato ad impostare da dietro che a difendere. Non si fa ammonire, ci sarà a Roma.

Jankulovski 5,5: sbaglia un paio di fuorigioco che potevano costare caro, non spinge nemmeno moltissimo sulla sinistra.

Beckham 5,5: il lancio per Ronaldinho è, come sempre, illuminante, ma sbaglia troppo e perde troppi contrasti a metà campo. Perde Valdes nell’occasione del gol.

Pirlo 6: si fa stranamente ammonire, poi giochicchia un po’ e rischia sul pressing furioso che l’Atalanta impone su di lui. Però è lucido e questo basta per oggi.

Ambrosini 6,5: come sempre gladiatorio in mezzo al campo, si inserisce in maniera ottima per il cross dell’1-0. Ogni tanto esagera con le entrate ma questo è il suo modo di giocare.

- Gattuso 5: in una partita del genere trova il tempo di farsi ammonire…

Pato 7,5: entra in tutte le azioni dei gol e porta a 12 (in 20 presenze) il suo conto personale per questo campionato. Da quando è rientrato abbiamo ricominciato a volare ma, se davvero è grave quanto sembra, il suo infortunio potrebbe dare un grosso colpo alle nostre ambizioni di scudetto.

- Abate sv: un’impressionante accelerazione, porta a 5 la difesa negli ultimi minuti.

Borriello 7: non gioca una gran partita, ma si fa trovare prontissimo su tutte le palle vaganti, tra cui quella importantissima che converte nel 3-1.

- Huntelaar sv: Un tiro potentissimo ma alto e poco più, le uova sono già state lasciate a Firenze.

Ronaldinho 6,5: una media tra l’8 del primo tempo ed il 5 per l’errore dal dischetto che poteva costare carissimo, ma la sua partita offre comunque colpi impressionanti. Il suo avversario diretto è sempre da 5 in pagella.

Leonardo 7: con la squadra che ha in mano, con la dirigenza che gli parla dietro ad ogni piè sospinto, con la stampa sempre pronta ad appiccicargli l’etichetta ‘ha troppa poca esperienza per guidare un grande club’, vince la quarta partita consecutiva e rimane a -4 dall’Inter. Cos’altro c’è da aggiungere?

Atalanta

Consigli 7: è vero che si fa beffare dal tiro di Pato, ma para un rigore a Ronaldinho e salva in almeno altre due occasioni la sua porta. Certo che il confine tra miracolo ed errore con lui è quasi sempre sottilissimo.

Garics 5: non vede mai Ronaldinho e non lo impegna nell’altra metà campo.

Manfredini 5,5: non sempre perfetto su Borriello e causa anche il rigore decisivo.

Bianco 5.5: scarso è scarso e per picchiare picchia. La Serie A meriterebbe qualcosina di più, ecco.

Bellini 5: lascia in gioco Pato nel 2-0 e spesso si fa sverniciare. L’unico modo che ha per salvarsi è picchiare.

F. Pinto 4: non pervenuto sul rettangolo verde.

- Ceravolo ??: non mi ero neanche accorto che fosse entrato… XD

De Ascentis 6: tenta di tenere su la baracca in qualche modo, cala alla distanza.

- Volpi sv: Dio quant’è invecchiato…

Padoin 5.5: diligente come sempre, in affanno sulle accelerazioni verso il centro, da cui ricava anche l’ammonizione su Pato.

Valdes 7: l’unico che ci mette grinta e voglia, segna un gran gol e va spesso alla conclusione dalla distanza.

Doni 5,5: finisce tra i miei appunti molto spesso con la voce ‘tiro di Doni, fuori’.

Tiribocchi 5: dominato in lungo e in largo da Nesta.

- Chevanton 6: ci prova su punizione, ma non è più il giocatore di Lecce.

Mutti 6: imposta bene la partita nei primi 20’, poi non riesce a reggere all’onda d’urto di Pato e la squadra non reagisce.

Bene, è tutto anche per questa edizione delle Cronache del Diavolo un po’ sottotono, ma il posticipo incombe ed il mal di testa sale…

Alla prossima, e che il Diavolo sia con voi.

PS. Io sono anche d’accordo con il portare i bambini allo stadio, bello carino e li condanniamo fin da piccoli alla maledizione del calcio, solamente due appunti: a) fateli stare zitti se non capiscono un cazzo di calcio e b) fateli sedere lontani da me. Poi è chiaro che arrivo a fine serata col mal di testa, con una radiolina spara-cazzate dietro alla testa…

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