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Cronache del Diavolo: End of the road?

Quante occasioni, quanti rimpianti, quanti punti lasciati per strada.

Il terzo pareggio consecutivo in casa probabilmente ci ha definitivamente condannato al terzo posto (si spera), visto che da questo mini-tour che doveva esserci favorevole abbiamo tirato fuori solo sei miseri punticini, quando sembrava che dopo Milan – Chievo fossimo lanciatissimi verso il sorpasso.

E non si può nemmeno dire che l’Inter non ci abbia dato le possibilità per farlo, visti i pessimi risultati dei Mourinhos negli ultimi turni (nove punti nelle ultime sette), in partite che l’anno scorso avrebbero vinto ad occhi chiusi (tipo Inter – Genoa o Catania – Inter).

Dopo tanti mesi in cui si è volato (il confronto con lo stesso periodo del girone scorso è impietoso, le avevamo vinte tutte queste partite), è arrivato il momento in cui i limiti strutturali di questa rosa sono venuti a galla in maniera impietosa, e le scuse con cui ci ammorbano i vari Galliani & Berlusconi, del tipo «senza tutti questi infortuni saremmo in testa», fanno ancora più rabbia.

Cos’è, si sono per caso accorti che durante la stagione ci sono gli infortuni?

Il Milan, a livello di primi 13-14 giocatori, ha una squadra di altissimo livello, magari anche da Scudetto in questa versione della Serie A dal talento annacquato, ma i campionati purtroppo non si vincono con i titolari e due-tre riserve, ma con i sedicesimi-diciassettesimi giocatori, quelli che magari vanno anche in tribuna (noi ci potremmo permettere di lasciare un Balotelli fuori per manfrine col tecnico? Mancini che faceva tribuna con loro da noi entra per fare il risultato…).

Le difficoltà di questo periodo della stagione non sono, secondo me, da attribuire né a Leonardo (che a prescindere dal risultato di fine stagione merita una statua a Milanello) né a quei giocatori che sono arrivati spompati a primavera, come questo irriconoscibile Ambrosini, un Ronaldinho sottotono, un Thiago Silva più svagato nelle ultime due partite che in tutto il resto dell’anno. Nel momento in cui devi tirare avanti la carretta per 50 partite consecutive, il tuo fisico inevitabilmente dà segnali di cedimento.

La responsabilità è di una dirigenza col braccino, che in sede di campagna acquisti ha speso quindici-milioni-quindici per un sostanziale doppione di Borriello, tenendosi ben stretti quegli stessi soldi che dovevano essere destinati per quel signore di colore che farà le semifinali di Champions con il Lione. Alla faccia dei problemi ai denti, Cissokho quest’anno ha giocato 40 partite, quasi sempre con ottime prestazioni ed ottimi voti …

Un discorso a parte la merita questa partita, però: dopo tutti i discorsi della settimana, della serie «perché noi ci crediamo olè», una squadra che punta allo scudetto non può permettersi di lasciare il primo tempo a qualsiasi avversario, specialmente se poi, con tutto il rispetto, si chiama Catania.

L’esibizione dei primi 45’ è stata a dir poco imbarazzante e probabilmente la peggiore di tutta la stagione, anche peggio del derby d’andata, in cui almeno c’erano le scusanti della seconda partita in panchina della vita di Leonardo e delle nefandezze della coppia Jankulovski-Gattuso. Questa volta non è giustificabile un approccio alla partita così moscio, demotivato, inconsistente di ogni singolo giocatore in campo, dal primo all’ultimo.

Lo 0-2 iniziale si può spiegare semplicemente così, con una squadra che non è entrata in campo e l’altra che ha banchettato sui suoi resti, segnando per due volte in totale libertà per concludere verso lo sciagurato Dida. Il secondo gol poi è veramente da filmare: da solo contro tre difensori Adriàn Ricchiuti, mister centosessantotto centimetri, incorna comodamente in rete l’assist di Maxi Lòpez (che nel Barcellona non era un giocatore del genere!) nel nulla della difesa del Milan. Roba da pazzi.

Ed ha un bel coraggio Leonardo ad aspettarsi che il pubblico stia vicino alla squadra dopo una roba del genere: i tifosi, specialmente quelli esigenti di San Siro, ti danno supporto solamente se tu dimostri di avere voglia di giocare per la maglia, è LA condizione prima ed imprescindibile. Un giocatore tecnicamente scarso come Abate non è stato MAI fischiato a San Siro, nemmeno in occasione dell’errore nel derby su Milito, e questo perché noti la voglia di giocare ogni singola volta che è vicino al pallone. Quando vedi certe partite di Seedorf, Pirlo e Ronaldinho, obiettivamente… è impossibile avere voglia di applaudirli.

Il secondo tempo comunque ha visto in campo un altro Milan, che finalmente ha lottato un po’ di più alla ricerca del pallone e della remontada, parzialmente trovata grazie a due finalizzazioni di Borriello (quattro gol in tre partite per lui, dopo un mese di buio). Il primo è stato un gol semplice grazie alla bella azione iniziata da Pirlo (unico passaggio buono della sua partita) e rifinita da Seedorf, che di testa è un insospettabile assist-man; il secondo invece è più sofisticato, grazie allo stop-controllo-tiro in diagonale di destro che ha dato il 2-2 a dieci minuti dalla fine.

Purtroppo non è bastato a portare quegli ulteriori due punti che ci avrebbero lasciati in scia della Roma e dell’Inter prima delle ultime cinque fatiche: settimana prossima andremo a Genova contro la Samp, poi a Palermo, quindi la Fiorentina in casa (partita che aspetto con ansia per rivedere il mio pupillo Jovetić, su cui rivendico ogni diritto di «IO L’AVEVO DETTO» per il futuro), Genoa in Liguria e la conclusione contro la Juve in casa.

Cinque partite contro cinque squadre da Europa, quindici punti per concludere questa stagione: probabilmente non basterebbero nemmeno tutti per vincere questo maledetto scudetto, ma rivedere in campo Nesta e Pato potrebbe essere bello, anche per tributare qualcosa a questi giocatori che hanno fatto qualcosa di straordinario nonostante tutte le occasioni buttate via.

Sperando soprattutto che non siano le ultime partite del Papero in rossonero…

Alla prossima!

Ps. Non sono solito trattare di arbitri e questioni ‘di Palazzo’, sia perché insultano la mia notevole intelligenza calcistica (quanta modestia!), sia perché le trovo giustificazioni decisamente troppo facili, però rileggere tutte le dichiarazioni e le insinuazioni fatte sul Milan alla luce dell’arbitraggio odierno di Orsato… Beh, diciamo che se fossimo tifosi dell’Inter oggi San Siro avrebbe visto una bella pañolada.

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