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Mercato NBA – Eastern Conference | Southeast Division

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Con questo terzo appuntamento (un tantinello in ritardo, lo ammetto) concludiamo la situazione della Eastern Conference, dove ci aspettano gli Atlanta Hawks, i Charlotte Bobcats, i Miami Heat e i Washington Wizards tenteranno di strappare lo scettro dalle mani degli Orlando Magic, arrivati fino alle Finals nello scorso anno.

Atlanta Hawks

atlanta_hawks_logoIn entrata:

Dal Draft: Jeff Teague (#19), Sergei Gladyr (#49)

Da Trade: Jamal Crawford

Dai Free Agent: Joe Smith, Jason Collins

In uscita:

Trade: Speedy Claxton, Acie Law

Free Agent: Flip Murray, Thomas Gardner, Othello Hunter, Solomon Jones, Mario West

Commento: la squadra c’è, è giovane ed è in crescita, poiché dopo le sette partite a cui hanno costretto i Boston Celtics nel primo turno del 2008, quest’anno sono riusciti a superare gli Heat in altre sette partite intensissime. Purtroppo nel secondo turno si sono arenati contro i lanciatissimi Cavaliers di inizio playoff, ma con questo gruppo si può pensare di spendere per aggiungere ancora qualche tassello per fare il salto di qualità.

Sfiga vuole che ci siano delle vicende societarie che rendono difficile uno sviluppo coerente della squadra: i proprietari degli Hawks, infatti, sono ben otto e tra di loro non scorre buon sangue, visto che ogni occasione diventa buona per litigare e cercare di assumere maggiore potere all’interno del gruppo. Il front office, comunque, ha messo segno alcuni colpi che dimostrano la volontà di migliorare questa squadra: innanzi tutto, sono stati rifirmati sia il play Mike Bibby, a 18 milioni di dollari in tre anni, e Zaza Pachulia, a 19 milioni in quattro anni. Con questi due buoni colpi sono stati puntellati il back court ed il reparto lunghi, ma il free agent più importante con cui si è raggiunto l’accordo è l’ala piccola titolare Marvin Williams, che ha mostrato alcuni progressi ed era restricted in quest’estate di mercato. L’accordo è stato trovato verso la fine di luglio, sulla base di 40 milioni di dollari per cinque anni di contratto. Per aggiungere esperienza alla squadra, inoltre, è stato firmato per un anno il giramondo Joe Smith, che dopo aver fallito l’assalto al titolo con Cleveland riparte da una nuova realtà.

Ma se per quest’anno la situazione è definita, è per l’anno prossimo che bisognerà lavorare: nei gozzilioni di free agent del 2010, infatti, spicca anche la stella della squadra, Joe Johnson, che ha dimostrato di essere una guardia solidissima anche a livelli All Star, ed è probabile che gli Hawks facciano di tutto per non lasciarlo andare.

Sul fronte acquisti, è arrivato dal Draft una play-guardia, Jeff Teague, che porterà un po’ di punti veloci dalla panchina, così come Jamal Crawford, arrivato in cambio di due playmaker di riserva come Acie Law e Speedy Claxton. Per il secondo in particolare si prospetta un utilizzo ‘alla Jason Terry’, ovvero da condottiero talentuoso del secondo quintetto per poi, se in serata di grazia, rimanere in quintetto spostando Johnson in ala piccola. Al di là delle considerazioni tattiche, restano perplessità sul personaggio Crawford, che è stato sballottato da una parte all’altra dell’America negli ultimi anni ed è stato mandato via in malo modo da Don Nelson. Insomma, questa situazione si è creata un po’ colpa degli altri, ma non sarà anche lui uno ‘showstopper’, uno di quelli che fan smontare la baracca col suo egoismo?

Cosa si potrebbe migliorare: con la conferma di Williams, il quintetto è definitivo con Bibby-Johnson-Willams-Smith-Horford, con Crawford sesto uomo, che assicura punti e talento in quantità industriali. Ora bisognerebbe lavorare di più sulla tecnica difensiva, visto che per ora gli Hawks riescono a fermare gli avversari solo sull’onda emotiva che il pubblico riesce a scatenare. La prospettiva comunque è quella di ripetere il quarto posto dell’ultima regular season, difendendolo dagli eventuali assalti di Heat, Raptors e soprattutto Bulls.

Charlotte Bobcats

charlotte_bobcats_logoIn entrata:

Dal Draft: Gerald Henderson (#12), Derrick Brown (#40), Robert Vaden (#54)

Da Trade: Tyson Chandler

Dai Free Agent: ‘Flip’ Murray

In uscita:

Trade: Emeka Okafor

Free Agent: Sean May, Juwan Howard, Cartier Martin, Sean Singletary

Commento: questa, guardando i nomi del roster ed i 66 milioni di dollari del cap, è decisamente una squadraccia. L’unico motivo per cui potrebbero avere un accenno di sorriso a Charlotte è il nome dell’allenatore: Larry Harvey Brown. Grazie a lui l’anno scorso la squadra è andata ad un soffio dall’ottavo posto, e l’avrebbe anche raggiunto se la regular season fosse durata una settimana in più, vista la picchiata dei Detroit Pistons.

Ma quanto durerà su quella panchina il mentore del ‘play the right way’, noto soprattutto per le sue continue intemperanze riguardo i propri giocatori? A livello di ‘primi cinque’, tra l’altro, non sarebbe nemmeno così male, con Felton-Bell-Wallace-Diaw-Chandler, ma dalla panchina si alzeranno a rotazione tutti i giocatori senza che nessuno di loro possa effettivamente dare un contributo continuo, ed il volubile favore di Brown potrebbe non aiutare. Come se non bastasse, il mercato dei Bobcats è sempre aperto, Felton e Wallace sono sul mercato da circa un anno e tutto può accadere da un momento all’altro: una squadra con le porte girevoli, insomma.

La trade più importante dell’estate ha portato a Charlotte quello che avrebbe dovuto essere, nelle idee originarie dei Bobcats, l’uomo franchigia, ovvero Emeka Okafor, in cambio del derelitto Tyson Chandler, che l’anno scorso ha giocato solo 45 partite. Uno scambio che non cambia di molto i valori in campo, così come non aggiunge moltissimo la scelta di Gerald Henderson, soldatino un po’ sopravvalutato uscente da Duke, che sarà chiuso da Raja Bell ed il free agent Flip Murray. Ma d’altronde, da una squadra che ha come dirigente principale Michael Jordan non è che ci si possono aspettare miracoli dal mercato (Do you remember Adam Morrison #3?).

Cosa si potrebbe migliorare: è tutto nelle mani di Larry Brown, uomo dei miracoli: avrà anche un carattere tutto suo, ma le squadre che gli sono passate tra le mani hanno tutte giocato un buon basket (tralasciando la parentesi di New York e USA Team 2004), ma le rotazioni saranno, esagerando, a 8 uomini. Inoltre la situazione del cap vede in scadenza solo il back-court titolare, Felton e Bell, che insieme chiamano per quasi 11 milioni, mentre tutto il resto del roster è sotto contratto. Poco spazio salariale, squadra poco competitiva, un disastro di dirigenza: Larry, sei sicuro di voler continuare?

Miami Heat

miami_heat_logoIn entrata:

Dal Draft: Robert Dozier (#60), Patrick Beverley (# 42)

Da Trade: Quentin Richardson

Dai Free Agent: Carlos Arroyo

In uscita:

Trade: Mark Blount

Free Agent: Jamario Moon, Luther Head

Commento: osservando la situazione del cap di Miami, balza subito all’occhio una cosa: l’anno prossimo potrebbe non esserci NESSUNO dei giocatori di quest’anno. Dwyane Wade, infatti, può uscire dal suo contratto e sondare il mercato dei Free Agent (e ci sono squadre che gli farebbero ponti d’oro, oltre ovviamente alla sua attuale ‘casa’), e gli altri quattro contratti (Beasley, Cook, Chalmers e Jones) sono tutti rinnovabili con la Team Option, che probabilmente gli Heat eserciteranno, ma occupano solo 13 milioni. Il resto è tutto in scadenza, ed è un sollievo visti i 71 milioni di dollari di stipendi da pagare quest’anno.

Quindi, questa sarà l’ultima danza per questa versione della squadra della Florida: è strano pensare a quanto poco si sia riuscito a costruire negli ultimi tre anni, dopo il titolo del 2006, ed è facile pensare che, se Wade dovrà fare tutto da solo anche quest’anno, il fenomeno da Marquette possa decidere di andare in qualche squadra più competitiva. Molto dipenderà dalla stagione dei giovani, specialmente da Michael Beasley, talento offensivo ammaliante non accompagnato da testa da giocatore di basket (sarebbe meglio dire testa di… qualcos’altro, visto che si è fatto beccare dalla NBA per possesso di marijuana, il tutto grazie ad una foto su Twitter…). Coach Spoelstra avrà molto lavoro se vuole costruire una squadra competitiva, visto anche il poco materiale umano a disposizione – la rotazione sarà probabilmente a 7/8 giocatori – e le condizioni sempre precarie del ginocchio di Jermaine O’Neal.

Dal mercato è arrivato Quentin Richardson, protagonista assoluto di un’estate in cui, suo malgrado, è passato da New York a Memphis, quindi ai Clippers, per poi andare a Minnesota e finalmente arrivare a Miami. Da una costa all’altra ed ancora indietro nel giro di due mesi, insomma. Potrà portare un po’ di talento e soprattutto triple dall’angolo sugli scarichi di Wade, il suo pane quotidiano, ma è chiaro che quello che piace di lui sono i 9 milioni in scadenza del suo contratto. Inoltre è stato firmato Carlos Arroyo, per aggiungere imprevedibilità ed esperienza al secondo quintetto.

Cosa si potrebbe migliorare: ripetere il campionato dell’anno scorso, magari passando il primo turno di playoff, potrebbe essere abbastanza per convincere Wade a rimanere, ovviamente con la promessa di giocare il ruolo di padrone assoluto nel mercato dei FA nel 2010 (Nowitzki? Boozer? Scola? Amar’e? Bosh? Ginobili?). Ma ovviamente è ancora troppo presto per fare questi discorsi, ciò che conta è che questa potrebbe essere una stagione chiave per i prossimi cinque anni della franchigia.

Orlando Magic

orlando_magic_logoIn entrata:

Da Trade: Vince Carter, Ryan Anderson

Dai Free Agent: Jason Williams, Brandon Bass, Matt Barnes

In uscita:

Trade: Rafer Alston, Toni Battie, Courtney Lee

Free Agent: Hedo Turkoglu, Tyronne Lue, Adonal Foye

Commento: squadra che vince si deve necessariamente cambiare? Secondo gli Orlando Magic sì, visto che non era possibile mantenere la squadra dell’anno scorso. Dopo la meravigliosa cavalcata del 2009, conclusasi con la sconfitta in Finale contro i Lakers, Turkoglu ha salutato i compagni per andare a godersi i dollaroni canadesi dei Raptors, ed i Magic si sono mossi di conseguenza.

Prima di tutto, hanno imbastito una delle trade più importanti dell’estate: Vince Carter e Ryan Anderson sono arrivati in cambio di ‘Skip to My Lue’ Alston, Toni Battie e Courtney Lee, aprendo un certo dibattito. Personalmente non sono, e non sono mai stato, un fan di Vincredible ma, se questa mossa può avere un suo senso, poco senso ha lasciar andare via uno dei rookie più promettenti della scorsa stagione, quel Courtney Lee capace di giocare ad altissimi livelli da subito. È anche vero che, senza Lee, i Nets non avrebbero mai accettato la trade, però forse i Magic potevano pensare a qualcos’altro (una sign’n’trade con Turkoglu?).

In compenso Orlando si è mossa benissimo sul mercato dei Free Agent: sono arrivati Brandon Bass per aggiungere sostanza nel ruolo di PF dalla panchina e Matt Barnes per quello di SF, magari anche titolare se si vuole Pietrus dalla panchina. Due pedine interessanti per un telaio già collaudatissimo con il trio Nelson-Lewis-Howard, a cui si aggiungono il redivivo Jason Williams ed il rifirmato Marcin Gortat, utilissimo come back-up di Howard quando il centro viene gravato dai falli. Certo, tutta questa abbondanza può significare solo una cosa: 80 milioni di dollari di cap, con prospettive a medio termine che non aiutano – si resterà stabilmente sopra i 60 per i prossimi tre anni – ma i Magic si sentono vicini all’anello e ritengono che questo sia il momento di spendere (certo che quel contratto a Lewis…).

Cosa si potrebbe migliorare: l’obiettivo, dopo l’anno scorso, non può che essere quello del titolo, ma le avversarie ad Est quest’anno appaiono più agguerrite che mai. La squalifica per 10 partite di Rashard Lewis nel primo mese di regular season potrebbe non aiutare la chimica di squadra che, con l’inserimento di Carter e la perdita di Turkoglu, sarà inevitabilmente difficile da ritrovare, ma Van Gundy è un allenatore esperto e riuscirà a ricreare la macchina tatticamente perfetta dell’anno scorso, specialmente se la pericolosità di Howard in mezzo all’area crescerà come ci si aspetta.

Washington Wizards

washington_wizards_logoIn entrata:

Da Trade: Mike Miller, Fabricio Oberto, Randy Foye, Paul Davis

In uscita:

Trade: Oleksiy Pecherov, Darius Songaila, Etan Thomas

Free Agent: Juan Dixon

Commento: confusione? Naaaa. Una squadra che ha 71 milioni di cap, non moltissime possibilità di andare ai playoff, un giocatore quasi finito con un contratto da oltre 100M per i prossimi cinque anni, un reparto-guardie più affollato di un centro commerciale al sabato pomeriggio ed una sinistra tendenza a perdere (male) contro LeBron James? Gli Wizards non sono decisamente una squadra normale, ma con un franchise player del genere non ci si può aspettare niente di meno.

Durante l’estate si sono resi protagonisti di una delle trade principali del mercato: sono stati spediti in Minnesota un trio di giocatori della panchina e la quinta scelta del draft (poi concretizzatasi in Ricky Rubio) in cambio di due guardie, Foye e Miller, che avranno anche contratti quasi in scadenza, ma affollano un reparto dove c’erano già Arenas, Crittenton, Mike James, Stevenson ed il mio idolo Nick Young. Un po’ troppi, soprattutto perché Rubio è potenzialmente migliore di tutti questi…

Capitolo Arenas: come avrete notato l’ho definito ‘un giocatore quasi finito’, e direi che con le ultime stagioni passate con miriadi di problemi al ginocchio (tre operazioni!) e l’esplosività che necessariamente deve venir meno, Gilbert passerà il resto della sua carriera a sparare da 8 metri senza guardare i compagni. È questo il giocatore a cui dareste 100 milioni di dollari? Poi, l’orgoglio ed il carisma non si possono discutere (se si giocasse a parole sarebbe MVP ogni anno), però a basket si gioca con altro (tipo la difesa), e non sempre la sua testa superiore può arrivare laddove il fisico non ce la fa.

Resta da vedere cosa vorranno fare gli altri due terzi del big three, Butler e Jamison: il primo sembra essersi un po’ stufato della capitale e visto che si avvicina ai 30 anni potrebbe voler tentare l’assalto all’anello da protagonista, mentre Jamison sembra voler rimanere dove sta, contento del suo contratto e degli ultimi 3/4 anni di carriera, magari riservandosi un futuro da specialista in qualche top team.

Cosa si potrebbe migliorare: gli Wizards in estate hanno scelto un nuovo coach, Phil Saunders, che personalmente apprezzo come allenatore da regular season, ma trovo imbarazzante per i playoff, dove in tre anni non è mai riuscito a portare al titolo dei Pistons assolutamente all’altezza (ok, la testa di Sheed non ha aiutato, però…). Può comunque costruire un buon gioco perché il materiale, per quanto confusionario, c’è ed è di talento. Inoltre, un quintetto ‘gioventù all’arrembaggio’ con Foye-Young-McGuire-Blatche-McGee potrebbe non essere male dalla panchina, e può darsi che almeno da un paio di loro vengano fuori anche dei bei giocatori. Vedremo.

È tutto per la Eastern Conference, mi scuso per il ritardo nel completamento ma sono stato assorbito da altro. È probabile che non riesca a fare la Western Conference, ma finalmente tra una decina di giorni si inizia a giocare, e spero che la stagione offra abbastanza spunti per dei nuovi articoli.

A voi!

Comments (6)

 

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